È il turno del Movimento Consumatori, un’associazione autonoma, che diffida Vodafone per pratiche commerciali scorrette nella comunicazione ai clienti sul ritorno alla fatturazione mensile

Il Movimento Consumatori “associazione autonoma ed indipendente senza fine di lucro, nata nel 1985 per iniziativa di un gruppo di cittadini e di esperti, sollecitati dall’esigenza di tutelare i diritti dei consumatori”, così recita il sito, ha diffidato Vodafone per pratiche commerciali scorrette nella comunicazione ai clienti sul ritorno alla fatturazione mensile a seguito della Legge del 4 dicembre 2017, n. 172.

A differenza dell’esposto presentato dal PD qualche giorno fa, il quale si opponeva direttamente all’aumento perpetrato dai gestori (qui l’articolo), il Movimento Consumatori, basa appunto la sua diffida, sulle modalità di comunicazione ai clienti delle modifiche contrattuali, definendo “illegittimi sotto diversi profili” i messaggi inviati da Vodafone ai propri clienti.

Tre sono i punti su cui si basa la diffida:

  • La poca chiarezza, da parte dell’operatore, nell’esplicare che le modifiche siano relative, non solo alla periodicità dei rinnovi contrattuali e della fatturazione, ma anche al corrispettivo;
  • L’informazione ingannevole secondo cui non è vero che “la spesa complessiva annuale non cambia“, poiché, secondo il movimento, il corrispettivo per i servizi telefonici, debba essere valutato su base mensile e non su base annuale;
  • L’assenza, nei messaggi inviati da Vodafone, di chiarimenti relativi sia alle possibilità che alle modalità di esercitare il diritto di recesso. Nonché la non pubblicazione di alcuna informativa presso i punti vendita e sul proprio sito web. Disattendendo così, in entrambi i casi, all’all. 1 del Regolamento Agcom 519 del 2015 in base al quale l’operatore deve inviare alle utenze interessate un SMS informativo che inizi con la dicitura “Modifica delle condizioni contrattuali” o similare, indicando, almeno, il contenuto delle modifiche e la loro entrata in vigore, con l’invito a verificarne i dettagli tramite canali divulgativi, fermo restando l’obbligo di informativa sul diritto di recesso (questo il link al regolamento).

Alessandro Mostaccio, segretario generale del Movimento Consumatori, spiega:

Questi comportamenti sono pratiche commerciali scorrette e non rispettano il diritto dei consumatori alla trasparenza, correttezza e equità nei rapporti contrattuali. Diffidiamo, quindi, Vodafone a cessare entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della diffida l’illegittima procedura di modifica delle condizioni contrattuali, a correggerle e a comunicarle sulla home page del suo sito Internet. Chiediamo inoltre che venga restituito ai clienti ogni maggiore importo corrisposto in conseguenza delle condizioni contrattuali illegittimamente modificate.

Insomma, speriamo che queste proteste riescano in qualche modo a far cambiare idea agli operatori, che appaiono ormai saldi sulle proprie posizioni.

 

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